Camaldoli e il Sacro Eremo

Più di mille anni sono passati da quando San Romualdo edificò nel cuore della foresta il nucleo originario di questo Monastero. Dieci secoli più tardi, la congregazione che eredita il carisma del fondatore benedettino, è tuttora  un luogo privilegiato per il dialogo ecumenico e inter religioso. Oggi  presenti in tutto il mondo, monaci camaldolesi e i milioni di fedeli loro seguaci hanno qui la loro Casa Madre, nella doppia sede dell’Eremo e del monastero. Custodi per secoli della foresta, saggi pastori di anime, tutori di un grande patrimonio artistico, i Camaldolesi sono ancora oggi un faro per milioni di pellegrini che ogni anno raggiungono queste altezze, dove l’abbraccio del Divino si percepisce in quello della Natura, attorno all’Eremo “Di mille abeti mille volte cinto”. L’abete bianco del Casentino, simbolo della selvicoltura monastica, ha fornito il legname per gli alberi maestri delle grandi navi e le imponenti travature di palazzi e cattedrtali, come ad esempio il Duomo di Firenze.

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